Il fenomeno Kombucha: crescita, benessere e nuovi consumatori
Negli ultimi anni il kombucha, bevanda fermentata a base di tè e fermenti vivi, è passato da prodotto di nicchia a protagonista del mercato delle bevande funzionali. Il motivo? Un consumatore sempre più attento alla salute e alla qualità di ciò che beve.
📈 Un mercato in forte espansione
Il mercato globale del kombucha è oggi valutato tra 2,4 e 3 miliardi di dollari (2024–2025) e le previsioni indicano che potrebbe superare i 5,9 miliardi entro il 2029, con un tasso di crescita annuo intorno al 19–20%. Alcune stime di lungo periodo parlano di oltre 12 miliardi di dollari entro il prossimo decennio.
Questa crescita si inserisce nel più ampio boom delle bevande funzionali, segmento che include prodotti con probiotici, ingredienti naturali e benefici mirati per il benessere.
🌱 Perché piace così tanto?
Il successo del kombucha è legato principalmente ai suoi benefici percepiti per la salute:
-
Supporto alla digestione grazie ai probiotici
-
Contributo all’equilibrio del microbioma intestinale
-
Presenza di antiossidanti e acidi organici
Pur non essendo una bevanda “medica”, il kombucha è percepito come un’alternativa più sana rispetto a bibite zuccherate e soft drink tradizionali.
👥 Un consumatore più consapevole
Millennials e Gen Z guidano questa trasformazione: cercano ingredienti naturali, etichette pulite e benefici funzionali. Sempre più persone scelgono bevande che contribuiscano al benessere quotidiano, riducendo il consumo di prodotti ad alto contenuto di zuccheri o alcol.
Il kombucha diventa così simbolo di un nuovo stile di vita: più equilibrato, più informato, più orientato alla salute.
PRIME TRADE SRL amplia il portafoglio: entrano le eccellenze SAN PELLEGRINO e ACQUA PANNA
Siamo lieti di annunciare un’importante novità nel portafoglio prodotti di PRIME TRADE SRL: le prestigiose linee SAN PELLEGRINO e ACQUA PANNA sono ora ufficialmente disponibili per i nostri clienti.
Sinonimo di qualità, eleganza e stile italiano nel mondo, SAN PELLEGRINO e ACQUA PANNA rappresentano l’eccellenza delle acque minerali naturali, riconosciute a livello internazionale e protagoniste sulle tavole dei migliori ristoranti e hotel.
Un valore aggiunto per il canale Ristorazione e Horeca
L’ingresso di questi brand nel nostro portafoglio rafforza l’impegno di PRIME TRADE SRL nel proporre ai professionisti del settore Horeca prodotti premium, capaci di elevare l’esperienza del cliente finale.
SAN PELLEGRINO, con la sua inconfondibile effervescenza fine e persistente, è la scelta ideale per accompagnare piatti ricercati e momenti di convivialità.
ACQUA PANNA, apprezzata per la sua naturale morbidezza ed equilibrio, esalta i sapori senza sovrastarli, rendendola perfetta per l’alta ristorazione.
Grazie a questa nuova partnership, PRIME TRADE SRL consolida il proprio ruolo di partner affidabile per la distribuzione di prodotti d’eccellenza dedicati a ristoranti, hotel, catering e operatori professionali del settore.
Per informazioni su formati disponibili, condizioni commerciali e ordini, il nostro team commerciale è a disposizione.
PRIME TRADE SRL – Portiamo qualità, valore e prestigio sulle vostre tavole.
Dubai Chocolate growing fast: a novelty destined to consolidate or a passing trend?
Dubai Chocolate craze reaches fever pitch
From the TikTok phenomenon to formulation favourite, global confectionery manufacturers are selling out of their pistachio and Knafeh-filled bars
The origin of this trend dates back exclusively to the United Arab Emirates, where the original variant called "Can't Get Knafeh of It" has been sold exclusively since 2022, and has become famous thanks to its ability to combine traditional Middle Eastern flavors, such as knafeh (a sweet made of cheese and semolina dough) and pistachio, with modern chocolate. Its popularity has transcended regional borders, thanks to sharing on social media, especially TikTok, where users and influencers have started sharing videos of themselves trying and promoting this unique creation.
In conclusion, the phenomenon of Dubai Chocolate has all the hallmarks of a strong and innovative novelty, which could consolidate itself as a classic of modern pastry, especially if its variations and recipes continue to evolve and fuel global interest. However, as often happens with viral trends, it remains to be seen whether it can maintain this popularity in the long term or if it will run out of steam once the initial excitement has worn off.
Le quotazioni del cacao mettono sotto pressione il cioccolato
Dal meteo alle dinamiche finanziarie, passando per le nuove normative europeo. Un mix micidiale per trasformatori e consumatori
Il cioccolato si trova a fare i conti con l’impennata dei prezzi del cacao che mette sotto pressione i margini dei trasformatori e le tasche dei consumatori. Creando le condizioni per una spirale negativa dalla quale potrebbe diventare difficile uscire.
Le ragioni dietro il boom dei prezzi
Partendo dai numeri, nel corso dell’ultimo anno le quotazioni del cacao sono quasi quadruplicate (arrivando a 10 mila dollari a tonnellata, circa 9.200 euro) principalmente a causa dei cattivi raccolti registrati dai principali Paesi produttori, vale a dire Costa d'Avorio e Ghana, colpiti da fenomeni atmosferici penalizzati come il caldo estremo. In più, l’aumento dei prezzi di pesticidi e fertilizzanti ha messo sotto pressione gli agricoltori, rendendo difficile l’acquisto di questi componenti vitali per le colture, con il risultato di lasciare maggiore spazio ai parassiti.
Inoltre gli hedge fund, fondi d’investimento che scommettono sui prezzi futuri anche comprando asset allo scoperto, hanno amplificato il trend.

Allarme prezzi sulla catena della distribuzione
Così, dai gelati alle barrette di cioccolato, dalle bevande a base di cacao fino alle merendine, sono tanti i prodotti sullo scaffale alle prese con questo scenario. Grandi nomi del settore come Lindt e Nestlè hanno annunciato rialzi dei listini, anche da conseguire attraverso una riduzione del peso dei cioccolatini e simili ( cd Sgrammatura ), politica questa già messa in atto dallo scorso inverno dalle piccole/medie industrie di trasformazione in tal caso obbligate alla riduzione delle grammature per mantenere un prezzo a scaffale ancora conveniente al consumatore.
Va detto, comunque, che finora l’impatto è stato limitato, dato che le aziende della distribuzione – nelle maggior parte dei casi - si sono assicurate in passato prezzi stabili attraverso contratti a lungo termine ( cd. Forecast ), preferendo, in questo caso, l’aumento delle scorte programmato e spalmato nel tempo, al dover, giocoforza, aumentare i prezzi verso il consumatore con il relativo rischio di invenduto.
L’impatto della normativa
Ai fattori già citati si aggiunge poi il regolamento comunitario sulla deforestazione, che imporrà severi controlli all’approvvigionamento delle materie agricole con l’obiettivo di evitare l’abbattimento di alberi per far posto a colture come quella del cacao. Prima che entri in vigore, alcuni operatori della trasformazione hanno deciso di fare incetta delle fave di cacao già presenti nei magazzini europei e quindi esenti dal nuovo regolamento, dando un’altra spinta ai prezzi.Il rischio è di alimentare ulteriormente la spirale negativa, complicando il ritorno alla normalità.







